“Sentinella quanto resta della notte” (Is.21,11)

Come “Sentinelle di pace e sicurezza”, scrutano l’orizzonte per assicurare il sorriso dei bambini, il lavoro degli uomini, il sacrificio delle donne e offrire con la forza della loro presenza una speranza piena di luce per un futuro migliore, dove “altri” potranno, in sicurezza, allungare la mano per aiutare. La loro forza educata dalla Fortezza e dall’amore per i fratelli, imparato al focolare della famiglia, al tavolo della tradizione della nostra terra e all’altare del Signore, sarà in grado di far sperare gli uomini nella possibilità di un mondo migliore.

25/gen/2012

Oggi busso alla porta di casa tua … vorrei incontrare la tua famiglia


Stando con voi, giorno dopo giorno, vivendo la vostra vita, le vostre esperienze, le vostre attività, mi accorgo sempre di più, che l’unico vero elemento che ci accomuna, oltre il servizio vissuto con dedizione, è la famiglia. La famiglia di un militare è il bene prezioso e la sua peculiarità di movimento e impiego la caratterizza. Quando mi soffermo con voi e parlate di chi più amate, scorgo negli occhi, che si illuminano o si intristiscono,  una luce particolare: la luce dell’amore per le vostre origini, per le persone che amate. Così, pensandovi e pregando per voi, oggi vorrei bussare alla porta di casa tua con rispetto, dolcezza e semplicità per poter entrare nel “focolare” della tua vita e scoprire i tuoi affetti, dove il tuo cuore batte veramente e poter scorgere i tuoi pensieri, le tue preoccupazioni, le tue soddisfazioni e condividerle. Da Sacerdote, e da Cappellano una delle mie preoccupazioni principali sono le famiglie. Non sapevo niente di famiglia, se non della mia, della cui bellezza però non mi ero accorto perché ero partito da casa a tredici anni per farmi prete e c'ero tornato solo sporadicamente. Stando con voi, soprattutto in questi ultimi anni dall’esperienza in Aeronautica, alla Base di Centocelle, mi sono messo sul serio a scoprirla, a condividere con la mia gente la vita delle loro famiglie. Ho iniziato ad ascoltare con il cuore, ha frequentare la mia gente in casa e a condividere momenti belli e tristi della loro vita: matrimoni, battesimi, funerali, ricorrenze e tradizioni famigliari, trasformando ogni incontro in una liturgia di vita. Più che "leggere libri", ho voluto "leggere le famiglie" per capirle e rendermi utile, accorgendomi come la Bibbia sia la storia di un Dio che "vuol mettere su famiglia" con l'uomo. Ho scoperto ancora che Dio, quando vuol servirsi di qualcuno in modo straordinario, inizia sempre col preparargli una bella famiglia. Anche per Gesù fu così. Dio cominciò da lontano: gli preparò una mamma e chi gli facesse le veci del Padre e, dopo avere trovato "un tempo di pace", lo fece nascere in una famiglia così normale che nessuno poté immaginare che Dio abitasse proprio lì, in una via di Nazareth. Dio parla il linguaggio della famiglia, non tanto perché parla in modo semplice e immediato, ma soprattutto perché il suo rapporto con l'uomo lo concepisce solo come un rapporto nuziale. La famiglia è la cellula della Chiesa e della società. In essa c'è il presente e il domani di ogni uomo e di ogni popolo. Sono contento di trovarmi con voi, e parlare delle vostre famiglie: genitori, fratelli, spose, figli, fidanzate, chi amate veramente, perché solo in famiglia s’incontra l'uomo. Ed è proprio questo il mio impegno: incontrare l'uomo. Quanti "individui" incontro ogni giorno! e l'uomo? Come incontrarlo veramente? Dove poterlo trovare?  L’unico posto per incontrarlo è in famiglia, nell’amore vero. 

Una mattina si presentò una signora con un grave problema familiare. Il marito, una persona importante, aveva combinato un bel guaio e rischiava il lavoro. La sua situazione era sotto esame proprio in quei giorni. "Reverendo, Lei ci può salvare: telefoni a questo numero, è del Superiore di mio marito, e si raccomandi a lui. Ho tre figli all'università e lavora solo mio marito: se lo “licenziano”, siamo rovinati". Io, non so quale santo intervenne, dopo un po' di esitazione, composi il numero. "Sono don Marco il Cappellano Militare della Nato, vorrei parlare col Signor …, anzi vorrei potermi incontrare con lui". Mi fu fissato l'appuntamento per due giorni dopo. Mi presentai ma, esponendogli il caso, ebbi l'impressione che mi stesse a sentire, sì un po' distaccato, ma anche attento. "Reverendo", "Signor …": erano i nomi con cui ci chiamavamo; mi accorsi che tra questo "Reverendo" e questo "Signor …" qualcosa non passava. Al termine della conversazione ebbi la sensazione che si sarebbe impegnato, per cui, nel salutarlo, gli promisi che quella sera: avrei detto il Rosario per lui. "No, don Marco,  - mi disse prendendomi il braccio - lo dica per la mia famiglia". "C'è qualche problema?" "Sì, disse, ho un figlio drogato: è con mia moglie che è disperata... e a me sta sfuggendo il controllo della situazione. Non so più cosa fare". "Se posso aiutarla... Conosco tanta gente...". "No, don Marco, Lei preghi, dica il Rosario per la mia famiglia!" Subito tutto cambiò: il "Reverendo" lasciò il passo al "don Marco” e il "Signor …" diventò "Papà". Avevo incontrato l'uomo, ma per incontrarlo dovetti essere introdotto nella sua famiglia, anzi mi venne messa in mano la chiave di casa: la croce. Quante famiglie ho visitato e quante persone ho incontrato! Ecco perché oggi desidero essere da voi: per avere un vero incontro, non formale ma familiare, anche se qui solo virtuale. Vorrei ascoltare la tua famiglia quella vera, di quella che nasce dal Matrimonio, ma anche quella che vuoi creare, o che è già pronta per nascere, anche se forse non ti senti pronto. La famiglia è una realtà naturale, con una propria dignità, ma Gesù col sacramento del matrimonio, l'ha fatta diventare "soprannaturale" e quindi, "divina".  Ripercorri la tua vita con la tua famiglia di origini, con quella che ti sei creato o desideri crearti e comunque con la persona che ami, sei pronto a scommettere su di loro e con loro e fidarti e affidarti a Dio? 
La famiglia, rimane l’unica vera ricchezza. In questo tempo dove il denaro, ha perso il suo valore, dove le cose nelle quali credevi: il successo, il progresso, le ideologie …. cedono il passo, crollano, rimane solo l’amore per la famiglia, per le cose che contano e allora se hai questa vera ricchezza depositata nella tua “banca”, anche i sacrifici sarai pronto a fare e il nostro parlare diventerà serio, bello, propositivo, intelligente e non arrabbiato, invidioso, banale … e la tua famiglia rimarrà al centro e autentica ricompensa dei tuoi sacrifici. Tornando a casa quado li riabbraccerai, ricordati questo … Ricerca le tradizioni, creane delle nuove e tieni unita la tua famiglia a qualsiasi costo. L’amore per loro e con loro non ha prezzo, ne di soldi, ne di carriera o di successo personale e se ti trovi triste, forse, manca proprio il calore di questo ambiente.

1 commenti:

  1. ciao don marco. fam de benedetti fabio cristina tiziano - roma via di centocelle. un abbraccio da tutti noi.

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Caro Amico, vorrei offrirti la possibilità di contattarmi e di offrire degli spunti di riflessione anche ad altri colleghi/e. Se vuoi fare "quattro chiacchiere", chiedere spiegazioni, offrire contributi scrivimi... il tuo intervento, se pertinente, utile alla riflessione ed educato, verrà pubblicato e creerà un dialogo anche con altri. Non avere timore di dire la tua fede e i valori nei quali credi.

CURRICULM di don Marco

Don Marco GALANTI nato a Pavia l’ 11 luglio 1964, ha frequentato il Seminario Diocesano di Pavia. E’ stato Ordinato Sacerdote l’8 giugno 1991 nella Cattedrale di Pavia. Dopo 4 anni di ministero in due Parrocchie della città e nella Curia della Diocesi, il 5 dicembre 1995 Parte dalla Diocesi come Cappellano Militare e inviato come primo Servizio presso il 3° Reggimento Granatieri in Orvieto, assistendo pure gli Allievi della Scuola A.T.P.I. (Anti Terrorismo Pronto Impiego) della Guardia di Finanza e il personale del Distaccamento Aeronautico in Orvieto. Il 12 settembre 1997 viene trasferito a Roma alla Scuola del Genio assistendo pure il 6° Reggimento Genio Pionieri, il 1° Reparto Atleti dell’Esercito, contemporaneamente è nominato Vicerettore ed Economo del costituendo Seminario dell’Ordinariato Militare, ( Scuola Allievi Cappellani ) con sede anch’esso, nella Città Militare della Cecchignola. Nelle Estati 1998 e 1999 è, imbarcato su Nave S. Marco e S. Giorgio, della Marina Militare Italiana, per i Corsi di Formazione Interforze. Nel novembre 2000 inizia, un periodo di affiancamento alla segreteria particolare dell’Ordinario Militare e il 14 febbraio 2001 viene trasferito alla sede dell’Ordinariato Militare come Segretario Particolare dell’Ordinario Militare, nel medesimo tempo, in ottobre 2001 è nominato Cappellano Militare del COM.AE.R.QG. (Comando Aeronautico di Roma Quartier Generale), dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, e Rettore della Chiesa del SS. Sudario in Roma, il 16 giugno del 2003 consegue la specializzazione Teologica Licenziandosi in Diritto Canonico presso la Pontificia Università S. Tommaso d’Acquino (“Angelicum” dei Domenicani) e il 10 giugno 2003 viene nominato Cappellano dell’Aeroporto di Centocelle in Roma, sede del C.S.A. (Comando Squadra Aerea) e del C.O.I. (Comando di Vertice Interforze), assistendo contemporaneamente l’ Aeroporto di Ciampino, l’ 8° Deposito di Torricola, il Reparto RE.S.I.A. (Reparto Servizi Informatici Aeronautici) dell’Acqua Santa e il Distaccamento Aeroportuale di Montecavo, mantenendo l’incarico di Segretario Particolare sino al 14 novembre 2003. Nel Maggio 2004 viene inviato in Missione in Kosovo presso il 1° R.O.A. (Reparto Operativo Autonomo) dell’Aeroporto Militare Tattico di Daikovica, assistendo pure il personale della Base “Camp “Sparta”, distaccamento della Talsk Force “Aquila”, reparto della Brigata Multinazionale Sud-Ovest con sede in Decane, rientra nel novembre 2005 e nel Dicembre 2004 è trasferito al Reggimento Lagunari “Serenissima” a Mestre. Nel giugno 2005 è inviato in missione al Comando Contingente Italiano in Bosnia a Sarajevo, rientrato in sede nel dicembre 2005 e nel maggio 2006 è assegnato al Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO a Solbiate Olona. Nel giugno 2006 è imbarcato temporaneamente su Nave San Giusto con gli Allievi della 2^ classe dell’Accademia Navale per la Campagna d’Istruzione nel Mare Egeo. In agosto 2006 viene inviato in Missione in Libano, all’apertura dell’Operazione “Leonte”, con le Truppe da Sbarco da dove rientra nel febbraio 2007 per ritornare alla sede di Solbiate Olona NRDC. Nel novembre parte per l’Afganistan a Kabul nella Missione ISAF X ITALFOR XVI – XVII, rientra a maggio 2008 alla sede NRDC in Solbiate Olona. Nel Gennaio/Luglio 2009 frequenta il Corso di Inglese della SLE e il 2 settembre 2009 è inviato in Kosovo per il Comando Carabinieri MSU in Pristina. Rientrato in sede alla Base NRDC – ITA l’11 Febbraio 2010. Il 21 Settembre 2011 riparte per il Teatro Afgano TF Nord ISAF XVII FOB Columbus - Bala Mourghab

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