La società occidentale deve ritrovare la cultura dei doveri perché senza i doveri non vi è nessun diritto. Lo ha detto l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nell’omelia pronunciata questa mattina nella chiesa di Santa Maria del Prato in occasione della messa per San Sebastiano patrono della Polizia municipale. “Forse - ha affermato il porporato - è arrivato il momento più pressante, più decisivo e irrimandabile in cui, insieme alla cultura dei diritti, si ritrovi la cultura dei doveri. Senza i doveri, infatti, non vi è neppure nessun diritto e viceversa. (continua aleggere)
21/gen/2012
From the World - Notizie ecclesiali: educarsi in ordine a Dio
Vi riporto alcune delle molte notizie a carattere religioso che riempiono i giornali e i siti cattolici, lo faccio per invitarvi a formarvi una coscienza critica ed educarvi alla capacità di rendersi conto di cosa accade nel mondo, aiutandovi a formare un pensiero positivo delle cose e degli eventi, senza limitarci a pregiudizi o a luoghi comuni e imparare ad informarsi e leggere i fatti con gli occhi di chi ha fede, pur mantenendo uno spirito critico, ma con la certezza nel cuore che Dio è il fondamento della vita e di conseguenza delle nostre scelte.
Prendo dal Sito del SiR Servizio Informazione Religiosa e vi rimando
Car. Angelo Bagnasco: L’Europa e l’Occidente recuperino “La cultura dei doveri”
La società occidentale deve ritrovare la cultura dei doveri perché senza i doveri non vi è nessun diritto. Lo ha detto l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nell’omelia pronunciata questa mattina nella chiesa di Santa Maria del Prato in occasione della messa per San Sebastiano patrono della Polizia municipale. “Forse - ha affermato il porporato - è arrivato il momento più pressante, più decisivo e irrimandabile in cui, insieme alla cultura dei diritti, si ritrovi la cultura dei doveri. Senza i doveri, infatti, non vi è neppure nessun diritto e viceversa. (continua aleggere)
La società occidentale deve ritrovare la cultura dei doveri perché senza i doveri non vi è nessun diritto. Lo ha detto l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nell’omelia pronunciata questa mattina nella chiesa di Santa Maria del Prato in occasione della messa per San Sebastiano patrono della Polizia municipale. “Forse - ha affermato il porporato - è arrivato il momento più pressante, più decisivo e irrimandabile in cui, insieme alla cultura dei diritti, si ritrovi la cultura dei doveri. Senza i doveri, infatti, non vi è neppure nessun diritto e viceversa. (continua aleggere)
Prendo dal Sito di Zenit e vi rimando
Davide risponde: “La vita sociale in Egitto è segnata dalla preghiera, dal richiamo alla preghiera, dalle molte persone che pregano in pubblico, non si vergognano di pregare in pubblico, anzi questo è un gesto ritenuto positivo, una persona che non si vergogna di professare la sua fede. Anche nel loro modo di parlare, ci sono spesso espressioni religiose: Come Dio vuole… Siamo nelle mani di Dio… Dio ci benedica tutti… Dio è sempre presente nel modo di parlare e anche di vestire. Ad esempio, una donna velata è un simbolo religioso, quella donna teme Dio. In Egitto molti uomini hanno sulla fronte un segno nero o grigio che indica la preghiera (“zabiba”), che si fa posando la fronte sulla terra. A volte fanno un piccolo tatuaggio che indica questo. (Continua a leggere)
Prendo dal Sito de L’Osservatore Romano e vi rimando
Nel primo messaggio ai cardinali elettori a conclusione del conclave, il 20 aprile 2005 Benedetto XVI riaffermava con forza «la decisa volontà di proseguire nell’impegno di attuazione del concilio Vaticano II, sulla scia dei miei Predecessori e in fedele continuità con la bimillenaria tradizione della Chiesa». E quattro giorni dopo, nell’omelia di inizio pontificato, affermava che il suo vero programma di governo non era altro che quello di mettersi «in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore» e di lasciarsi «guidare da Lui, cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra storia». (Continua aleggere)
Ottimismo è la parola chiave
Benvenuti nell’era dell’ottimismo. Sembra un controsenso visti i tempi che viviamo, ma qualcuno azzarda una possibilità, presentando una realtà diversa, dove per essere felici basta poco e quel poco si è pronti a dividerlo con chi ha meno. Lo fa il regista Aki Kaurismäki che, con Miracolo a Le Havre, affronta il tema dell’immigrazione clandestina nella “fortezza Europa” seminando buonismo tanto sfacciatamente da non correre il rischio di venire bollato come naïve. (Continua a leggere)
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