“Sentinella quanto resta della notte” (Is.21,11)

Come “Sentinelle di pace e sicurezza”, scrutano l’orizzonte per assicurare il sorriso dei bambini, il lavoro degli uomini, il sacrificio delle donne e offrire con la forza della loro presenza una speranza piena di luce per un futuro migliore, dove “altri” potranno, in sicurezza, allungare la mano per aiutare. La loro forza educata dalla Fortezza e dall’amore per i fratelli, imparato al focolare della famiglia, al tavolo della tradizione della nostra terra e all’altare del Signore, sarà in grado di far sperare gli uomini nella possibilità di un mondo migliore.

23/gen/2012

Essere sposo, sacerdote, soldato ... : la vita come vocazione


Cari giovani, è a voi che, in modo particolare, rinnovo l’invito di Cristo a "prendere il largo". Voi vi trovate a dover assumere decisioni importanti per il vostro futuro. Conservo nel cuore il ricordo delle numerose occasioni d’incontro che negli anni passati ho avuto con i giovani, oggi diventati adulti e forse genitori di alcuni di voi, o sacerdoti, religiosi e religiose, vostri educa-tori nella fede. Li ho visti allegri come devono essere i ragazzi, ma anche pensosi, perché presi dal desiderio di dare ‘senso’ pieno alla loro esistenza. Ho capito sempre più che è forte nell’animo delle nuove generazioni l’attrazione verso i valori dello spirito, è sincero il loro desiderio di santità. I giovani hanno bisogno di Cristo, ma sanno anche che Cristo ha volu-to aver bisogno di loro. Fidatevi di Lui, mettetevi in ascolto dei suoi inse-gnamenti, fissate lo sguardo sul suo volto, perseverate nell’ascolto della sua Parola. Lasciate che sia Lui a orientare ogni vostra ricerca e aspirazione, ogni vostro ideale e desiderio del cuore.
(Dal Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XLII giornata mondiale di preghiera per le vocazioni)

Sono sacerdote da 20 anni e 16 Cappellano Militare, non è tanto e non è poco, ma sono felice e certo che il Signore mi usi anche se sono inadeguato e povero. E’ l’avventura più bella della mia vita. La mia vocazione è nata e cresciuta in famiglia, all’Oratorio Salesiano, e quella semplicità di vita famigliare attenta alle piccole cose e la vita allegra e impegnata della parrocchia, hanno educato il mio cuore ad essere con Dio sempre. Non ho fatto il prete per fare cose, ma per amare il Signore e amandolo servire i fratelli e così vivo ogni giorno la mia vocazione ubbidendo alla Sua volontà che si esprime nell’impiego che i miei superiori fanno di me.

Oggi vorrei dirvi di vivere la vostra vita e le vostre scelte come una “Vocazione” sempre, qualsiasi strada scegliate ricordatevi che il Signore si aspetta sempre qualche cosa da voi. “La ricerca della pienezza, della felicità conosce un’intima certezza, come inscritta nelle fibre del cuore: esiste, può esistere una risposta. La vita non è un accadere di fatti insensati, ma il luogo e il tempo di una chiamata, dello svolgersi di incontri e di relazioni, con gli altri e anche con Dio. Dio chiama tutti e ciascuno a vivere in relazione con Sé. Ognuno trova il proprio modo di rispondere a questa chiamata. In questo senso la vita è anche, sempre, una vocazione. Parole strane? Forse sì …(cfr. Sito isfra)
Ma ora mi rivolgo a dei soldati che apparentemente hanno già fatto una scelta di vita, si perché fare il militare significa essere a servizio e  quindi già in se una vocazione e per questo pensiero ti invito a leggere il documento sulla Pace delnostro 1° Sinodo della Chiesa Ordinariato Militare: “22. La nostra Chiesa considera tutti coloro che si sono messi al servizio della comunità scegliendo di attendere stabilmente alla professione militare nei vari Corpi e Armi dell'Esercito, quali "ministri della sicurezza e della libertà dei popoli che, se rettamente compiono il proprio dovere, concorrono veramente alla stabilità della pace". 23. I militari sono perciò invitati a considerare il loro compito un autentico "servitium", cioè una mansione orientata al bene dei fratelli, alla difesa della loro vita e dei loro diritti…” .

Il Beato Papa Giovanni XXIII alla vigilia del richiamo al servizio militare, ne “Il Giornale dell’anima”, il 23 maggio 1915, scrive con comprensibile apprensione: “Domani parto per il servizio militare in sanità. Dove mi manderanno? Forse sul fronte nemico? Tornerò a Bergamo, oppure il Signore mi ha preparata la mia ultima ora sul campo di guerra? Nulla so; questo solamente voglio, la volontà di Dio in tutto e sempre, e la sua gloria nel sacrificio completo del mio essere. Così e solo così, penso di mantenermi all’altezza della mia vocazione e di mostrare a fatti il mio vero amore per la Patria e per le anime dei miei fratelli. Lo spirito è pronto e lieto (Mt 26,41). Signore Gesù, mantenetemi sempre in queste disposizioni. Maria mia buona mamma, aiutatemi “ut in omnibus glorificetur Christus” (Fil 1,18)”.
"Fate fondere le nostre brande, il soldato italiano sa dormire per terra", recitava un manifesto al tempo della guerra. Anche la vita del cristiano è una continua guerra contro i nemici dell'anima. Militia est vita hominis super terram - La vita per l'uomo sulla terra è un combattimento (Iob 7,1), diceva appunto il Santo Giobbe. A maggior ragione è un combattimento la vita del religioso, il quale ha fatto voto a Dio di osservare una castità totale, un'obbedienza cieca e una povertà evangelica.” (cfr. Blog:“vocazione – religiosa”).
Testimonianze, esperienza, esempi … ora, nell’attuale società attenta più a diventare qualcuno, che essere pienamente se stessi, ad avere cose, più che essere autentici … si rischia di perdere quell’appartenenza a Dio e a non riconoscere più la vita come un dono.
Cerchiamo cose facili, subito e senza fatica, cerchiamo solo il nostro benessere e la nostra realizzazione personale e le varie vocazioni religiose o civili, gli esempi che abbiamo sia nella Chiesa che nella società, talvolta ci disgustano ci rattristano e quindi rimaniamo dove siamo e non prendiamo decisioni grandi, ma cerchiamo strade abbastanza comode per vivere una vita dignitosa nelle migliori delle ipotesi …. Ma vi invito a riflettere e a fare della vostra vita una vocazione continua, sia che vi sposiate, o che decidiate di dedicare la vita a Dio come religioso, sacerdote, missionario laico … sia che rimaniate singol, vi invito a  dare uno scopo serio alla vita con gli studi, le scelte, l’impegno sociale …. sentitevi utili per voi, la vostra famiglia, la comunità … date senso profondo a tutto ciò che fate.
Il militare è una vocazione, come lo è il sacerdozio, la vita religiosa, il matrimonio, tu cosa scegli come stai vivendo la tua vita, le tue scelte, cosa vedi per te, per il futuro, come ti sati preparando al matrimonio?
Non aspettarti segni dal cielo, ma sicuramente il Signore ti parlerà, si farà presente, si farà capire se tu saprai ascoltare la tua vita e leggere gli avvenimenti della tua vita con profondità. A te il compito di saperli riconoscere e capire che il Signore ha scommesso anche su di te.
A voi giovani dico che scegliere di seguire il Signore in modo totale consacrandosi a Lui è un’esperienza unica ed esaltante, lo sento con me, vicino a me, in ogni cosa che faccio e anche quando la mia umanità emerge più della mia santità, lo sento prendermi per mano e indicarmi il cammino.
Quello che voglio dirvi, insomma,  è: nella vita vanno fatte delle scelte serie e autentiche e invitarvi a riflettere su queste scelte che fate e se qualcuno tra di voi si sente di volersi impegnare per i fratelli attraverso la consacrazione totale a Cristo, non abbiate paura, si verifichi, si confronti e si abbandoni nelle mani del Signore attraverso al sua Chiesa.

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CURRICULM di don Marco

Don Marco GALANTI nato a Pavia l’ 11 luglio 1964, ha frequentato il Seminario Diocesano di Pavia. E’ stato Ordinato Sacerdote l’8 giugno 1991 nella Cattedrale di Pavia. Dopo 4 anni di ministero in due Parrocchie della città e nella Curia della Diocesi, il 5 dicembre 1995 Parte dalla Diocesi come Cappellano Militare e inviato come primo Servizio presso il 3° Reggimento Granatieri in Orvieto, assistendo pure gli Allievi della Scuola A.T.P.I. (Anti Terrorismo Pronto Impiego) della Guardia di Finanza e il personale del Distaccamento Aeronautico in Orvieto. Il 12 settembre 1997 viene trasferito a Roma alla Scuola del Genio assistendo pure il 6° Reggimento Genio Pionieri, il 1° Reparto Atleti dell’Esercito, contemporaneamente è nominato Vicerettore ed Economo del costituendo Seminario dell’Ordinariato Militare, ( Scuola Allievi Cappellani ) con sede anch’esso, nella Città Militare della Cecchignola. Nelle Estati 1998 e 1999 è, imbarcato su Nave S. Marco e S. Giorgio, della Marina Militare Italiana, per i Corsi di Formazione Interforze. Nel novembre 2000 inizia, un periodo di affiancamento alla segreteria particolare dell’Ordinario Militare e il 14 febbraio 2001 viene trasferito alla sede dell’Ordinariato Militare come Segretario Particolare dell’Ordinario Militare, nel medesimo tempo, in ottobre 2001 è nominato Cappellano Militare del COM.AE.R.QG. (Comando Aeronautico di Roma Quartier Generale), dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, e Rettore della Chiesa del SS. Sudario in Roma, il 16 giugno del 2003 consegue la specializzazione Teologica Licenziandosi in Diritto Canonico presso la Pontificia Università S. Tommaso d’Acquino (“Angelicum” dei Domenicani) e il 10 giugno 2003 viene nominato Cappellano dell’Aeroporto di Centocelle in Roma, sede del C.S.A. (Comando Squadra Aerea) e del C.O.I. (Comando di Vertice Interforze), assistendo contemporaneamente l’ Aeroporto di Ciampino, l’ 8° Deposito di Torricola, il Reparto RE.S.I.A. (Reparto Servizi Informatici Aeronautici) dell’Acqua Santa e il Distaccamento Aeroportuale di Montecavo, mantenendo l’incarico di Segretario Particolare sino al 14 novembre 2003. Nel Maggio 2004 viene inviato in Missione in Kosovo presso il 1° R.O.A. (Reparto Operativo Autonomo) dell’Aeroporto Militare Tattico di Daikovica, assistendo pure il personale della Base “Camp “Sparta”, distaccamento della Talsk Force “Aquila”, reparto della Brigata Multinazionale Sud-Ovest con sede in Decane, rientra nel novembre 2005 e nel Dicembre 2004 è trasferito al Reggimento Lagunari “Serenissima” a Mestre. Nel giugno 2005 è inviato in missione al Comando Contingente Italiano in Bosnia a Sarajevo, rientrato in sede nel dicembre 2005 e nel maggio 2006 è assegnato al Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO a Solbiate Olona. Nel giugno 2006 è imbarcato temporaneamente su Nave San Giusto con gli Allievi della 2^ classe dell’Accademia Navale per la Campagna d’Istruzione nel Mare Egeo. In agosto 2006 viene inviato in Missione in Libano, all’apertura dell’Operazione “Leonte”, con le Truppe da Sbarco da dove rientra nel febbraio 2007 per ritornare alla sede di Solbiate Olona NRDC. Nel novembre parte per l’Afganistan a Kabul nella Missione ISAF X ITALFOR XVI – XVII, rientra a maggio 2008 alla sede NRDC in Solbiate Olona. Nel Gennaio/Luglio 2009 frequenta il Corso di Inglese della SLE e il 2 settembre 2009 è inviato in Kosovo per il Comando Carabinieri MSU in Pristina. Rientrato in sede alla Base NRDC – ITA l’11 Febbraio 2010. Il 21 Settembre 2011 riparte per il Teatro Afgano TF Nord ISAF XVII FOB Columbus - Bala Mourghab

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